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Cos’è la cistite interstiziale? Ecco cause e sintomi, come si affronta

La cistite interstiziale, spesso definita sindrome del dolore pelvico, è un’infiammazione cronica della vescica che porta una serie di disturbi a chi ne soffre. Il sintomo principale è il dolore durante la minzione e la difficoltà ad andare in bagno per urinare. Se non affrontato con le giuste attenzioni, questo disturbo è estremamente debilitante e può portare a un’influenza negativa sulla qualità della vita. 

A differenza di una condizione tipica che si presenta a causa di un’infezione batterica, come ad esempio per l’Escherichia coli, la cistite interstiziale non è causata da agenti infettivi ma ci possono essere diverse cause scatenanti. Anche se non esiste ancora una cura definitiva per la cistite interstiziale, le terapie offrono ottime soluzioni per ridurre gli effetti negativi e consentire un’influenza minima sulla vita quotidiana.

Cos’è la cistite interstiziale, definizione

Con il termine cistite interstiziale, o sindrome del dolore vescicale, intendiamo una patologia cronica della vescica caratterizzata da dolore pelvico persistente, pressione vescicale e frequente necessità di urinare. Quest’ultimo punto, spesso, riguarda anche una condizione notturna (nicturia). Il tratto fondamentale che differenzia la cistite interstiziale da quella comune?

Nel primo caso, ovvero quella interstiziale, siamo in assenza di un’infezione urinaria identificabile. Anche per questo motivo, il disturbo in esame può essere più difficile da affrontare a causa del dolore e del disagio alla vescica che ritornano in modo ciclico.

Ci sono dei fattori di rischio che rendono la cistite interstiziale più frequente. Ad esempio, questa patologia è più comune tra le donne e nella popolazione dai 30 anni in su. Tra le possibili conseguenze – oltre e a un impatto significativo sulla qualità di vita – può verificarsi una progressiva riduzione della capacità vescicale, dovuta a un’alterazione della elasticità della parete della vescica.

Quali sono le cause e i sintomi fondamentali?

Le cause esatte non sono ancora completamente comprese. Però, si ritiene che siano coinvolti meccanismi infiammatori e alterazioni del rivestimento interno della vescica. Ad esempio, spesso le cause rimandano alle disfunzioni del rivestimento vescicale: la perdita nell’epitelio può consentire ad alcune sostanze presenti nell’urina di irritare la parete vescicale. 

Si possono elencare, sempre tra le possibili cause, anche condizioni di autoimmunità, fattori ereditari, allergie o infiammazioni croniche. Oggetti o soluzioni chimiche che possono causare irritazione – detersivo per il bucato, prodotti per piscine, carta igienica e indumenti stretti – rientrano tra le cause della cistite interstiziale.

I sintomi, invece, ricordano quelli di una cistite batterica e riguardano dolori al basso ventre e nella zona pelvica, problemi nell’andare in bagno come il bisogno persistente e urgente di urinare, dolore durante i rapporti sessuali e la minzione.

Come diagnosticare la cistite interstiziale

Come si può facilmente immaginare, la diagnosi della cistite interstiziale è particolarmente complessa proprio a causa della varietà di cause: non esiste un test specifico e i sintomi spesso si sovrappongono a quelli di altre patologie degli organi genitali e della vescica. Quindi, si identifica la sindrome del dolore vescicale dopo aver escluso altre patologie come le infezioni urinarie o i calcoli.

Tutto inizia con un’anamnesi dettagliata del paziente, si passa poi alla palpazione addominale e pelvica per valutare dolori e sintomi. Spesso si prosegue con analisi del sangue, esame delle urine e urinocoltura per escludere infezioni. Il medico specializzato può chiedere al paziente di tenere un diario minzionale per registrare in modo puntuale alcuni parametri che consentono di perfezionare la diagnosi. Come, ad esempio, frequenza delle minzioni, quantità di urina, presenza di urine torbide, dolore o urgenza della minzione.

Curare la cistite interstiziale e migliorare i sintomi

Ad oggi non esiste un trattamento risolutivo per la cistite interstiziale e le varie terapie devono essere personalizzate in base alle esigenze del paziente. Sicuramente è giusto ricordare che è possibile affrontare la patologia con un approccio multidisciplinare, che consideri diversi aspetti del trattamento:

L’obiettivo è quello di iniziare dai trattamenti meno invasivi per intervenire in modo sempre più incisivo se non si registrano risultati. È importante introdurre una dieta priva di cibi irritanti per la cistite come quelli acidi e speziati. Si dovrebbero eliminare anche prodotti a base di alcol, caffeina, cioccolato, agrumi, pomodori, dolcificanti artificiali.

Conviene prendersi cura anche della propria regolarità intestinale e delle attività che potrebbero portare irritazioni come l’igiene intima personale. Se è presente una disfunzione muscolare o dolore miofasciale, insieme al medico di riferimento, si può scegliere un programma di rilassamento muscolare, che comprenda anche yoga, massaggi, pilates, tecniche di respirazione. 

Il medico di riferimento può prescrivere medicinali e antidolorifici come analgesici urinari, paracetamolo, FANS, farmaci oppioidi e non nel caso in cui altre soluzioni non restituiscano effetti degni di nota. Un intervento chirurgico come la cistoplastica sostitutiva, derivazione urinaria con o senza cistectomia può essere intrapreso da pazienti selezionati in base a caratteristiche ben precise. Ma, come ricorda l’American Urological Association, solo se tutte le altre terapie non hanno consentito un controllo dei sintomi e un miglioramento della qualità della vita.

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