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Cistite emorragica e presenza di sangue nelle urine: cause e trattamenti

Chi soffre di cistite emorragica con perdita di sangue dalle urine sa bene che si tratta di un disturbo molto fastidioso. Perché stiamo parlando di un’infiammazione delle vie urinarie con relativo dolore e bruciore, ma anche con spasmi seguiti dal bisogno imminente di urinare e conseguente pollachiuria. Ovvero aumento della frequenza delle minzioni durante il giorno.

Come sempre, la cistite è un disturbo difficile da affrontare soprattutto quando diventa recidiva. I fastidi sono debilitanti se si ripetono nel tempo, possono influenzare notevolmente la qualità delle giornate con dolori, fastidi e necessità impellenti di minzione.

La presenza di sangue nelle urine, poi, diventa un motivo in più di preoccupazione che porta il paziente a voler approfondire l’argomento. Ecco perché siamo qui, in questo articolo cerchiamo di approfondire cause, conseguenze e cura della cistite con perdite.

Cistite emorragica, una definizione

Con questo termine intendiamo una cistite con perdite di sangue nelle urine. Questo segnale può essere di vario tipo, a volte le perdite sono minime e neanche visibili a occhio nudo; in altre circostanze possono segnalarsi anche dei coaguli di sangue nel liquido.

Questo disturbo è causato da un’infiammazione della vescica urinaria che compromette i capillari e porta alla perdita di un certo quantitativo di sangue durante la minzione. L’ematuria – presenza di globuli rossi nelle urine – è quindi un segno caratteristico di questo disturbo.

Esiste anche la cistite emorragica nei bambini, in questi casi sappiamo che le origini sono quasi esclusivamente batteriche. Sia per gli adulti che per i più piccoli, la cistite emorragica non deve essere sottovalutata perché può portare a complicanze importanti.

Quali sono le cause mediche?

Per comprendere l’origine della cistite emorragica, caratterizzata dalla presenza di sangue nelle urine, è fondamentale analizzarne le possibili cause.

La prima opzione è quella comune: l’infezione batterica, condizione tipica della gran parte delle cistiti. Nello specifico, è l’Escherichia coli a causare questa condizione patologica.

La conferma di questa causa arriva anche dall’Università di Yale che ci ricorda anche l’alta percentuale di casi correlati a questo batterio presente per natura nella parte inferiore dell’intestino di animali a sangue caldo, compreso l’uomo. Ma a causare la cistite emorragica può essere anche un virus, come l’adenovirus può danneggiare la mucosa vescicale.

Ancora una causa della cistite con sanguinamento nelle urine: i farmaci – come la ciclofosfamide e l’ifosfamide – usati in chemioterapia possono irritare e danneggiare la vescica, provocando cistite emorragica. Lo stesso vale per la radioterapia pelvica. 

Altre cause molto specifiche dell’ematuria: presenza di AIDS, tumore alla vescica, uso prolungato di determinati antibiotici. Tutto ciò, oltre a una serie di problemi di natura differente, può portare anche alla cistite con perdite di sangue di entità differente.

Sintomi della cistite emorragica

A parte i classici sintomi della cistite – dolore e bruciore (disuria), disturbi della minzione con bisogno di urinare spesso senza aumentare il volume del liquido – nel momento in cui registriamo la perdita di sangue dobbiamo constatare che la sintomatologia può essere divisa in gradi. Questo in base all’intensità delle tracce ematiche nelle urine.
Il primo grado, noto anche come microematuria, prevede una presenza minima di sangue nelle urine che spesso può essere riconosciuta solo attraverso le analisi. Il quarto grado, invece, prevede la presenza di coaguli che possono essere d’impedimento alla minzione.

Come diagnosticare la cistite con perdite di sangue

La presenza della cistite emorragica può essere confermata attraverso una combinazione di esami clinici molto comuni. Ma necessari perché solo in questo modo possiamo essere sicuri di trovarci di fronte a questo tipo di disturbo e intraprendere la giusta cura. 

Dopo l’anamnesi del medico, che raccoglie le informazioni di prima mano con il paziente con semplici domande e un consulto diretto, si procede con un’analisi delle urine. 

Questo passaggio, poco impegnativo per il paziente, è utile per rilevare la presenza di sangue o altre anomalie. L’urinocoltura può identificare il microrganismo responsabile. 

Se serve, si procede con una cistoscopia per permettere al medico di osservare l’interno della vescica e scoprire se ci sono lesioni e segni di infiammazione o sanguinamento. 

Come curare e prevenire questo disturbo

Curare la cistite emorragica è importante: se gestita in tempo non porta conseguenze, se ignorata invece può causare una pielonefrite. Ovvero, un’infezione ai reni e ai relativi pelvi renali. Come anticipare tutto ciò?

Dipende dalle cause della cistite. Nel caso di un’origine batterica si possono utilizzare i farmaci suggeriti dal medico. In più si possono seguire una serie di consigli che possono sia agevolare la cura che fungere da azioni di prevenzione per anticipare la cistite recidiva:

Guarire dalla cistite emorragica vuol dire eliminare le cause che hanno portato alle perdite e al dolore. Per i casi legati alle infezioni batteriche, ad esempio, è importante seguire la terapia farmacologica che viene suggerita dal medico, con relativo uso di antibiotici.

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