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Escherichia coli e vie urinarie: come avviene l'infezione

Sentir parlare di Escherichia coli nell’apparato urinario può generare confusione e un immediato senso di allarme, e potresti chiederti: “Ma dove l’ho preso?”. È fondamentale chiarire un concetto cardine: l’Escherichia coli non si “contrae” né si “trasmette” dall’esterno come avverrebbe con un virus influenzale o un’infezione.

L’Escherichia coli è un batterio che risiede normalmente e pacificamente nel nostro intestino, dove svolge funzioni essenziali per la digestione e la sintesi di alcune vitamine. Il problema non è perciò la presenza del batterio in sé, ma la sua posizione: l’infezione si verifica esclusivamente quando il batterio uropatogeno abbandona il suo habitat naturale (l’intestino) e riesce a colonizzare un apparato che dovrebbe essere sterile, ovvero quello urinario.

Il meccanismo di risalita: un viaggio indesiderato

L’infezione delle vie urinarie da E. coli uropatogeno è la più frequente tra le infezioni del tratto (circa il 75% dei casi non complicati di infezioni urinarie sono causati da E. coli UPEC, secondo la review dell’International Journal of Molecular Science del 2023) e avviene attraverso un processo meccanico di migrazione e risalita. Poiché l’uretra si trova in estrema prossimità dell’area perineale e anale, il batterio può facilmente spostarsi dalla zona intestinale a quella urinaria.

Una volta raggiunta l’apertura dell’uretra, l’E. coli uropatogeno utilizza delle piccole strutture a forma di uncino, chiamate “fimbrie” o “pili”, per ancorarsi saldamente alle pareti degli organi dell’apparato urinario e risalire verso la vescica. È proprio questa capacità di “aggrapparsi” che rende l’Escherichia coli il principale responsabile della stragrande maggioranza delle cistiti. Nei casi più gravi, la migrazione del batterio può continuare lungo l’apparato fino a raggiungere e infettare anche i reni.

Non tutti i Coli sono uguali: l’identità degli UPEC

È importante fare una distinzione biologica fondamentale: la stragrande maggioranza dei batteri Escherichia coli risiede pacificamente nell’intestino senza mai causare problemi. L’infezione delle vie urinarie non è provocata da un ceppo qualunque, ma da una specifica sottoclasse di questo batterio, denominata E. coli uropatogeno (o UPEC, dall’inglese Uropathogenic Escherichia coli). Gli UPEC si distinguono dai comuni batteri intestinali perché possiedono particolari fattori di virulenza, come filamenti specializzati e tossine specifiche, che funzionano come veri e propri “uncini”. Sono esclusivamente queste armi biologiche a permettere agli E. coli uropatogeni di aggrapparsi tenacemente alle pareti della vescica, resistendo al flusso dell’urina e dando inizio al processo infiammatorio.

I fattori che favoriscono la migrazione

Sebbene il passaggio possa sembrare casuale, esistono diversi fattori che facilitano la risalita del batterio.

  • Innanzitutto l’anatomia femminile: nelle donne, l’uretra è sensibilmente più corta rispetto a quella maschile e lo sbocco uretrale è molto vicino all’ano. Questa conformazione anatomica riduce drasticamente il “viaggio” che il batterio deve compiere per raggiungere la vescica.
  • I rapporti sessuali durante la cistite possono favorire meccanicamente lo spostamento dei batteri dall’area perineale verso l’uretra. Per questo motivo, è consigliabile urinare subito dopo il rapporto per favorire il lavaggio naturale dei condotti.
  • La permanenza prolungata delle feci nell’ampolla rettale in caso di stipsi può favorire la proliferazione batterica e la permeabilità della mucosa intestinale, facilitando il passaggio dei microrganismi verso gli apparati vicini.
  • Un’igiene intima non corretta, come nel caso di un lavaggio effettuato da dietro verso l’avanti, porta inevitabilmente i residui batterici intestinali verso l’orifizio uretrale.

Distinguere la localizzazione intestinale ed urinaria di E. coli

È importante che ricordi che l’Escherichia coli uropatogeno è un alleato finché resta nell’intestino. Diventa un nemico (patogeno) solo quando entra in contatto con le mucose delle vie urinarie, che non sono attrezzate per ospitarlo. L’infezione è dunque il risultato di uno squilibrio di posizione, non dell’incontro con un agente infettivo esterno: con queste semplici accortezze le varie aree del tuo corpo potranno vivere in armonia.

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere del tuo medico. In presenza di sintomi, consulta sempre il tuo specialista di fiducia.

FAQ – Domande Frequenti

L’UPEC nel tratto urinario o nelle urine è contagioso?

No, l’E. coli uropatogeno non è una malattia e la cistite causata da Escherichia coli uropatogeno non è contagiosa.

Non la “prendi” sedendoti su un bagno pubblico o condividendo oggetti, né tramite contatto con un’altra persona: la causa è dovuta allo spostamento dei batteri da un distretto all’altro. La fonte del batterio è infatti l’organismo stesso, poiché fa parte della flora batterica residente. 

Come avviene l’infezione delle vie urinarie?

L’infezione avviene quando i batteri presenti nell’area fecale/perineale riescono a entrare nell’uretra e a risalire fino alla vescica. Una volta lì, aderiscono saldamente all’epitelio della vescica (ovvero alla sua parete) e non riescono a essere eliminati con la minzione; anche le difese immunitarie non riescono a espellerli, perciò i batteri iniziano a moltiplicarsi causando l’infiammazione tipica della cistite.

Fonti

  • Zhou Y, Zhou Z, Zheng L, Gong Z, Li Y, Jin Y, Huang Y, Chi M. Urinary Tract Infections Caused by Uropathogenic Escherichia coli: Mechanisms of Infection and Treatment Options. International Journal of Molecular Sciences. 2023; 24(13):10537. doi:10.3390/ijms241310537 Aggiornato a giugno 2023. Disponibile su: https://www.mdpi.com/1422-0067/24/13/10537 
  • Wen Z, Jin J, Chen Y, Zhao C, Xu C, et al. Clinical epidemiological characteristics and antibiotic sensitivity of Escherichia coli urinary tract infection. PLOS ONE 2025;20(11): e0336572. doi:10.1371/journal.pone.0336572 Aggiornato a novembre 2025. Disponibile su: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0336572 
  • Chen Y, Bruning E, Rubino J, Eder SE. Role of female intimate hygiene in vulvovaginal health: Global hygiene practices and product usage. Women’s Health. 2017;13(3):58-67. doi:10.1177/1745505717731011 Aggiornato a dicembre 2017. Disponibile su: https://journals.sagepub.com/doi/epub/10.1177/1745505717731011
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